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mercoledì 2 novembre 2011

3' GIORNO - SAN FRANCISCO - SACRAMENTO

12 agosto 2011: Sveglia abbastanza tardi questa mattina.
Ci diamo appuntamento nella sala della colazione per le otto e trenta con i bagagli già fatti, pronti per partire dopo aver mangiato qualcosa.
Come è giusto ci ricarichiamo alla grande con un'abbondante colazione, facciamo check-out e carichiamo le valigie in auto, pronti a partire alla volta di Sacramento.
Dato che ieri abbiamo visto il Golden Gate Bridge solo da lontano, oggi ci piacerebbe riuscire a vederlo un po' più da vicino, nella speranza che non sia avvolto dalla nebbia.
Controlliamo sull' iPad di Massimo il percorso più consono alle nostre esigenze, impostando come destinazione Sacramento, il tragitto proposto non comprende il passaggio dal Golden Gate Bridge, ma dopo esserci consultati siamo tutti disposti a fare una breve deviazione che ci consentirà di attraversarlo...in fondo sarebbe un peccato essere qui e andarsene senza averlo visto per bene.
Impostiamo sul navigatore la destinazione dell'hotel in cui allogeremo questa sera a Sacramento, questo il nostro tragitto per questo primo giorno di spostamento da una città all'altra, ben 116 miglia, pari a circa 190 km.

A mano a mano che ci avviciniamo alla città di San Francisco notiamo che la situazione atmosferica non è molto diversa da quella del giorno prima, anzi sembra addirittura peggiore.
Infatti non ci sbagliamo affatto!!
Arriviamo in prossimità del Golden Gate Bridge e quasi neanche ce ne accorgiamo, avvolto com'è dalla nebbia.
Lo attraversiamo in tutti i suoi 2.710 metri di lunghezza.
Il Golden Gate Bridge è uno dei più famosi ponti sospesi al mondo, e collega la città di San Francisco con la contea di Martin, rimanendo appunto sospeso sopra lo stretto che collega la baia di San Francisco con l'Oceano Pacifico.
Essendo l'unica via che permette l'uscita dalla città da nord, durante determinate ore del giorno il traffico è intenso, soprattutto in entrata alla città al mattino e in uscita la sera.
Sei sono le corsie percorribili sul ponte in auto, e due i marciapiedi pedonali ai lati.  Durante le ore di traffico del mattino quattro sono destinate alle auto che entrano in città, viceversa poi quattro vengono destinate alle auto che nel pomeriggio vanno dal centro di San Francisco verso la Contea di Martin. E' curioso sapere che per garantire la larghezza delle due carreggiate vengono giornalmente spostati manualmente i birilli che delimitano i due sensi di marcia....sembra quasi che la tecnologia qui non sia ancora arrivata, eppure poco lontano da qui si trova la famosa Silicon Valley !
Il tipico colore arancione, facilita sicuramente la sua visione attraverso la nebbia.
Passiamo sotto le due torri, attraverso la campata principale, e io rimango incollata al lunotto della nostra auto a guardarlo a bocca aperta, questo leggendario ponte, spesso immortalato in tanti film, quasi sempre rischiarato dal sole, di un arancione brillante e luminoso, non sembra neanche lo stesso oggi.
Sappiate che se arrivate da nord e volete entrare in città, l'attraversamento del ponte vi costerà 6,00 dollari ad auto, se invece uscite dalla città il pedaggio è gratuito.





Arriviamo dall'altra parte e parcheggiamo le auto in un parcheggio da cui si potrebbe godere di un ottima visuale, se non ci fosse la tanto odiata nebbia.
Usciamo dall'auto e una sferzata di aria gelida ci colpisce e quasi ci fa pensare di ritornare dentro, ma stringiamo i denti e usciamo ugualmente, giusto per scattare qualche foto.
Se fosse una bella giornata limpida da qui si potrebbe godere della visione del ponte in tutta la sua lunghezza.





Il freddo è ormai insopportabile, con due felpe adosso a malapena riusciamo a resistere.
Scappiamo in auto e accendiamo il riscaldamento, ricordandoci che siamo in agosto, diamo un occhiata al termometro dell'auto che segna una temperatura esterna di 44 gradi Fahrenheit, corrispondenti a poco più di 6 gradi Celsius!
Ancora un ultimo sguardo e ripartiamo alla volta di Sacramento, nella speranza di trovare una temperatura più mite.

A mano a mano che ci allontaniamo il clima cambia, in breve tempo un timido sole fa capolinea da dietro le nuvole, fino a trasformare il tutto in una luminosa giornata estiva...finalmente!
Le strade che percorriamo sono ampie e ben trafficate, attraversiamo anche un ponte dalla struttura alquanto insolita e complicata in cui le due carreggiate di marcia si trovano su due piani d'altezza diversi.





Intorno dolci colline a perdita d'occhio.



Verso le 13:00 decidiamo di fare sosta per il pranzo.
E' bene sapere che lungo queste immense distese d'asfalto non si trovano autogrill come  da noi in Italia, sono invece segnalate le uscite per i vari paesi, spesso grazie a degli alti e colorati totem pubblicitari di famose catene di fast food, che solitamente sorgono a ridosso di queste importanti vie di comunicazioni, e qui è possibile trovare tutto quello di cui si ha bisogno, dalla pompa di carburante, al bar, all'hotel, alla posta al servizio informanzioni.
Noi ci lasciamo tentare dalle insegne del Carl's jr, riconoscibile da una simpatica stella gialla sorridente.
Il locale è in stile fast food ma molto curato, i camerieri sono gentili ed educati e c'è un simpatico e tenero signore anziano che serve ai tavoli, i panini sono ottimi, la carne degli hamburger buona e tenera, la spina delle bibite offre una vasta scelta, qui infatti, come nella maggior parte dei fast food negli States, nel momento in cui ordinate da bere vi  porgono un bicchiere in cartone che potrete riempire a volontà sotto i dispenser automatici.
Insomma il Carl's jr ci è piaciuto parecchio, e ne terremo conto per i prossimi pasti veloci.

Ripartiamo, ci attende ancora un oretta di viaggio prima di arrivare al nostro hotel.
Abbiamo prenotato, sempre tramite booking.com,  all' Hawthorn Suites Sacramento .
Una volta arrivati all'hotel facciamo subito check-in per lasciare le valige in stanza e poterci muovere in città più tranquillamente, senza paura che i nostri bagagli vengano rubati.
La hall è ampia e spaziosa, intravediamo già la sala per la colazione di domani mattina, c'è anche la zona piscina che ci promettiamo di vedere al ritorno, non vorremmo farci tentare ora che il nostro intento è quello di andare a vedere la città vecchia.
Le stanze sono enormi, con tanto di cucina attrezzata e tavolo per poter mangiare, il bagno in compenso è un buco, piccolo e  con una doccia ricavata nella vasca da bagno, mi incuriosisce una strana luce rossa applicata al soffito, la accendo e scopro che serve per riscaldare l'ambiente, nel senso che veramente produce calore...molto intelligente!






Dopo una breve rinfrescatina ci ritroviamo tutti nella hall pronti a partire per la volta di Old Sacramento, non prima di essere passati dal deposito Hertz più vicino in cui chiediamo di controllare la nostra auto, visto che i freni non rispondono alla perfezione. Qui troviamo un addetto molto timoroso e impacciato che sulle prime tenta di porre resistenza, poi sotto la pressione delle continue richieste da parte di tutto il gruppo acconsente a sostituirci l'auto con una dello stesso modello, senza aggiunta di sovrapprezzo, il che ci è sembrato più che corretto.
Questo il nostro percorso.

Ormai a metà pomeriggio arriviamo a Old Sacramento, e ci sembra di fare un tuffo nel passato far west.
Non fosse per le auto parcheggiate lungo la via, sembrerebbe di trovarsi in una vecchia cittadina di altri tempi, in cui non ci sarebbe da sorprendersi nel veder passare una polverosa diligenza o un vecchio sceriffo a cavallo.
Gli edifici presistenti sono stati sapientemente ristutturati e conservano una certa aria da vecchio far west, le insegne in legno invogliano l'entrata nei tipici saloon, tutto è studiato per coccolare il turista che tranquillamente ha la possibilità di passeggiare sotto ombrosi porticati in legno, godendosi la piacevole sensazione da cowboy, non mancano infatti curiosi personaggi vestiti con camicie a quadri, jeans vecchi e consumati, stivaloni appuntiti e corredati di speroni, cappello calato in testa.


Piccola nota: le foto che vedete di seguito con l'indicazione "Foto di Renzo" sono foto scattate da un gruppo di nostri quattro amici (Renzo, Mario, Michele, Alberto) che circa dieci giorni prima di noi sono partiti per un viaggio negli States, facendo a grandi linee un percorso molto simile al nostro. Durante il nostro viaggio spesso li sentivamo e chiedevamo loro consigli  su cosa vedere, dove andare e cosa fare visto che ci avevano preceduto e avevano avuto modo di scoprire il tutto prima di noi...i loro consigli sono stati sempre molto preziosi. Come preziose e particolari sono queste foto che Renzo mi ha gentilmente concesso di pubblicare sul mio blog, grazie di cuore!
In seguito probabilmente ne troverete delle altre.
Io quel giorno a Sacramento proprio non avevo voglia di fotografare, cosa alquanto strana per me!

Foto di Renzo

Foto di Renzo


Foto di Renzo


I ragazzi decidono di fermarsi a bere una birra ghiacciata in uno dei tanti saloon, noi ragazze con i bambini invece optiamo per un gelato.
Veniamo poi rapite da un negazio particolarissimo, l' Evangeline's, tramite un vecchio e poco rassicurante ascensore saliamo al primo piano e ci ritroviamo davanti un'infinità di abiti coloratissimi, è il regno del travestimento, in cui gli amanti del Carnevale e di Halloween possono trovare qualsiasi cosa desiderata, non ho mai visto una così svariata infinità di customi di qualsiasi tipo, corredati da ricercatissimi accessori. Passiamo una buona mezz'ora perse tra tulles ricamati, corni da diavoletti e abiti da damigelle, per gli adulti c'è anche un angolo dedicato ai travestimenti erotici...


Foto di Renzo

Foto di Renzo

Foto di Renzo


Parallela alla via principale ricca di botteghe e saloon passano i binari della stazione, conservata ancora come quella di un tempo ed è anche possibile visitare il California State Railroad Museum, museo che vanta una vasta raccolta di locomotive e vagoni restaurati in maniera impeccabile.

Foto di Renzo

Foto di Renzo



La nostra giornata nella Old Sacramento volge al termine, ci è piaciuta questo scampolo di passato mantenuto vivo e perfettamente curato, ci ha fatto assaporare, anche se in maniera molto patinata e da turista, la vita nel lontano far west, quando paesini come questo erano spersi in mezzo al nulla e il fulcro della vita di tutti erano un fumoso saloon e un fornito emporio.

Ci avviamo verso la moderna Sacramento, capitale dello stato della California, punto cruciale nel periodo della caccia all'oro è oggi un importante snodo fluviale in cui l'industria alimentare è una delle principali attività.





Prima però facciamo tappa all' Arden Fair, ricco e lussuoso centro commerciale in cui ci buttiamo in uno shopping sfrenato, da domani basta negozi e borse piene di acquisti, iniziamo con i parchi e con la vacanza dura, quindi è meglio concedersi un po' di relax almeno oggi.
Usciamo che è buio e l'idea che accomuna tutti  è quella di andare in centro a mangiare in una buona steak house, purtroppo non abbiamo indirizzi di riferimento, ma decidiamo ugualmente di trovare un posto carino.


Arrivati in centro troviamo facilmente parcheggio nei pressi del California State Capitol, il Campidoglio, che funge sia da museo che da sede di lavoro del Governo, è una pietra miliare in questo genere di architetture, con porticati corinzi e una cupola centrale slanciata, è sicuramente uno dei più belli dello stato della California.
Purtroppo quando arriviamo noi è già chiuso e ci dobbiamo accontentare solo di una visione esterna notturna.


Riprendiamo la passeggiata e la ricerca di un locale in cui cenare, e a nostra insaputa anche  la prima fregatura della vacanza.
Essendo in dieci è anche difficile trovare posto per tutti, l'ora è sicuramente la meno indicata poichè i tavoli sono ormai tutti occupati. Gironzoliamo in lungo e in largo ricevendo dei secchi no oppure delle richieste di attesa di almeno un ora, cosa che non vogliamo fare, anche perchè i bambini, e anche noi grandi abbiamo fame.
Alla fine ci ritroviamo seduti al Mayahuel, in quello che noi pensavamo all'inizio un ristorante messicano, ma che poi abbiamo scoperto serviva piatti maya, in effetti anche il nome stesso del locale non poteva trarre in inganno. Ci ritroviamo ben presto accomodati attorno ad un tavolone al centro di un salone in cui le luci soffuse conciliano il sonno,  e l'aria condizionata a mille ci iberna per benino.
Io scelgo una porzione di "Tacos de Arrachera", sono tre grosse tortillas di mais servite con all'interno una tenera carne marinata dallo chef, servite con riso, verdure e salse miste, Marco invece preferisce "Tacos de Puntas de Pollo" che altro non sono sempre tre grosse tortillas ripiene di carne di pollo, gli altri prendono delle insalate ricche di ogni ben di Dio, Karis per riscaldarsi un po' ordina una zuppa che oltre ad essere bollente ha il difetto di essere soprattutto piccante e alla fine immangiabile, le bimbe si abbuffano di petti di pollo alla piastra e verdure preparate  appositamente per loro dallo chef, probabilmente le più fortunate.
Ci alziamo da tavola appesantiti per la cucina piccante e ricca di condimento, infreddoliti per l'aria condizionata e delusi per non aver mangiato la famosa steak americana, ma avremo tempo ed occasione, ed io mi dico che alla fine non è andata poi così male, se non altro abbiamo avuto modo di assaggiare la cucina maya.

Ritorniamo in hotel, brevi saluti, accordi per l'orario di domani e a letto.
Domani direzione Yosemite National Park.

giovedì 20 ottobre 2011

2' GIORNO - SAN FRANCISCO

11 agosto 2011: La nostra prima mattina in California!
Abbiamo messo la sveglia alle otto, giusto per ricaricarci dal lungo viaggio del giorno precedente, ma io già alle sette e poco più sono sveglia.
Vorrei alzarmi, ma so che è meglio rimanere ancora a letto e godere della morbidezza del materesso e del tepore delle coperte...siamo in California, sinonimo di sole e mare, ma sinceramente non fa caldissimo.
Finalmente la sveglia suona!
Otto in punto!
Ed io con un balzo salto giù dal letto e corro ad aprire le tende della finestra...voglio proprio vederla questa tanto desiderata CALIFORNIA!




Ed eccola qui!
Fuori una splendida giornata, un autobus che porta i ragazzi a scuola, in lontananza la tipica nebbia della baia di San Franscisco.
Ci vestiamo e scendiamo a fare colazione.
Ci accoglie un buffet ricco e variegato, uova strapazzate, bacon fritto e formaggi per chi ama risvegliarsi con il salato, pancake con sciroppo d'acero, muffin e torte per chi preferisce il dolce,  nonchè frutta fresca e colorate macedonie, succhi di frutta e bevande calde...insomma è praticamente impossibile non trovare qualcosa da assaggiare!
Riempiamo i nostri piatti e ci accomodiamo fuori in terrazza, la temperatura è ideale, un tiepido sole ci riscalda dalla brezza marina.
Davanti a noi l' Oceano Pacifico con tutta la sua immensità e il suo splendore.
Cosa desiderare di più.





Finita la colazione gli uomini prendono un taxi e vanno al deposito Hertz, vicino all'aeroporto, a ritirare le auto che  avevamo noleggiato dall'Italia direttamente dal sito http://www.hertz.it/. Noi donne con i bimbi invece ci godiamo ancora un pò il sole in terrazza...a volte essere il sesso "debole" ha i suoi vantaggi!
Dopo quasi un'ora di attesa i ragazzi ritornano al volante delle tre auto che ci porteranno in giro per gli States per i prossimi quindici giorni, due grossi suv per le due famiglie con bambini, una lunga utilitaria Toyota per noi. Colori delle auto: nero,  e oro un po' sbiadito per i suv, bianco per la nostra.
Saliamo a bordo emozionati e con cartine e guide alla mano, accendiamo subito il navigatore in dotazione all'auto e impostiamo la via prescelta in cui tutti dobbiamo arrivare, in questo modo anche se strada facendo dovessimo perderci, abbiamo un posto di riferimento in cui ci possiamo ritrovare, e così sarà sempre per tutta la durata del nostro viaggio. Impostiamo city park, 325 Mason Strett, qui potremo lasciare le nostre auto e girare liberamente a piedi in città.
Nella nostra auto guida Marco, che ha già preso confidenza con il cambio automatico e con le dimensioni della nostra spaziosa utilitaria.

Penso che per tutti San Francisco sia sinonimo di Golden Gate Bridge, il ponte che attraversa la baia, e di Alcatraz, l'isola penitanziario famosa per aver ospitato deliquenti illustri.
Ho sempre pensato che dopo Los Angeles, San Francisco fosse la seconda città della California per numero di abitanti, invece leggendo la guida scopro che è ben quarta dopo San Diego e San Josè.
Ma mano che ci avviciniamo alla città il clima cambia, il sole che ci ha svegliato questa mattina viene lentamente offuscato da una densa e umida nebbia grigia che sembra provenire dalla baia verso cui noi stiamo andando. Sapevo di questo fenomeno tipico di San Francisco, la nebbia che si crea per le correnti portate dall'Oceano Pacifico, è una visione che spesso ho visto della città in molte immagini, ma sinceramente pensavo potesse essere un fenomeno che non si verificasse in estate.
Vista da lontano sembra un'immensa nuvola che sbuca da dietro la collina, tanto densa e pesante da non poter essere spostata dal vento




La US-101 che percorriamo è una ampia strada a cinque corsie per direzione, rimaniamo sorpresi dal modo di guidare degli americani, è consentito superare sia a destra che a sinistra, rispettando ovviamente i limiti di velocità. Moderni viadotti si intersecano l'un con l'altro in un armoniosa fusione di calcestruzzo armato, Marco mi spiega che qui usano il calcestruzzo gettato in opera, quindi non prefabbricato come avviene solitamente da noi in Italia.



Intanto ci avviciniamo alla città e in lontananza oltre alle ormai note colline coperte dalla nebbia,  avvistiamo anche lo skyline della downtown, con i moderni grattacieli allineati l'uno in fianco all'altro.



Arrivare in centro non è stato così difficile come pensavamo, abbiamo seguito alla lettera il navigatore, che ci ha condotti dritti dritti al City Park al 325 di Mason Street, qui abbiamo parcheggiato le nostre auto al quinto piano del parcheggio sopraelevato, preso l'ascensore e scesi finalmente in strada a San Francisco pronti per la nostra camminata.
Avete presente le strade piene di sali e scendi che si vedono in tv in certi telefilm polizieschi ambientati a San Francisco?...ecco questo è quello che si vede ogni qualvolta si attraversa una strada guardando a destra o a sinistra per controllare che non arrivino auto, fortunatamente in traffico è moderato e non si rischia di essere investiti quando si rimane incantati ad osservare l'ondulazione del manto stradale.




Cartina alla mano seguiamo le indicazioni per Hallidie Plaza che si trova di fronte a Market Strett, lungo la quale si trovano le fermate dei Cable Car su cui vogliamo salire.




Il Cable Car, storico tram a fune, è un'istituzione a San Francisco!
Nato per risolvere la difficoltà delle elevate pendenze delle strade della città,  funziona grazie ad un  ingegnoso sistema di trasporto mediante funi sotterranee.
Attualmente sono in funzione tre linee, le fermate dei Cable Car sono ben visibili da dei cartelli viola/marrone in cui compare la figura del tram, sono riportate le direzioni verso cui viaggia la carrozza e gli orari di inizio e fine servizio.   
Se la vostra intenzione è quella di fare un giro su questo mitico mezzo d'altri tempi, vi conviene arrivare fino a Market Street come abbiamo fatto noi, da qui passano  due linea: la Powell-Mason che va fino e oltre Nob Hill e giù a Bay Street e a Union Square per fermarsi in prossimità di Fisherman's Wharf e la  Powell-Hyde che corre su Nob e Russian Hills prima di finire al parco acquatico vicino a Piazza Ghiradelli, noi abbiamo preso quest'ultima. Il costo del biglietto è di 6,00 dollari per corsa a persona.
(mappa dal sito http://www.sfcablecar.com/)




















Se in pieno agosto pensate di salire sul tram, accomodarvi su una delle panchine di legno al suo interno e godervi il panorama della città al riparo dal venticello esterno, vi sbagliate di grosso!
Per salire abbiamo dovuto attendere in colonna sul marciapiede quasi un quarto d'ora, nel frattempo davanti a noi sono passati un paio di cable car strapieni di gente, in piedi e seduta...e anche uno sfavillante camion dei vigili del fuoco, a cui non abbiamo resistito dal scattare alcune foto. 

























Finalmente arriva il nostro turno, noi siamo in dieci e fortunatamente riusciamo a prendere posto tutti, paghiamo il biglietto direttamente all'adetto che ha il compito di far salire la gente sul tram .
I posti a sedere sono già tutti occupati e con mia grande fortuna riesco a trovare un posticino in fondo al cable car, da cui è possibile scattare anche qualche foto.






A fine corsa scendiamo nei pressi di Ghirardelli Square e ci avviamo verso Hyde St.Pier, un molo affacciato direttamente sulla baia da cui poter ammirare il panorama. 
Intorno è un via vai di gente che si sposta veloce in bici, alcuni corraggiosi corrono schivando la folla, i più sono turisti che si aggirano incuriositi pronti a scattar foto.
Qui i negozi di souvenir dove poter fare un po' di shopping sono tanti.
Attraccato alla banchina c'è anche un vecchio battello perfettamente ristrutturato e conservato, su cui è possibile salire.


Superati i negozi ci troviamo di fronte ad uno spettacolo che ci lascia a bocca aperta...eccolo là in lontananza, sulla nostra sinistra, avvolto dalla perpetua nebbia della baia il famoso Golden Gate Bridge, che appena si intravede....



E girando lo sguardo verso destra l'isola di Alcatraz,   proprio in mezzo alla baia, famosa per aver ospitato in passato un famoso carcere di massima sicurezza, che ora è diventato un interessante sito storico.
Proprio la conformità rocciosa dell'isola, la distanza dalla terra ferma e le forti correnti della baia permisero di costruire qui un peniteziario di massima  sicurezza, in cui venivano detenuti prigionieri ritenuti estremamente pericolosi e aditi alla fuga. Chiuso nel 1963 a causa degli elevati costi di mantenimento è oggi possibile visitare il suo interno e  capire come vivevano i prigionieri.
Il consiglio che io vi posso dare se intendete visitarla è quello di provvedere con largo anticipo alla prenotazione dei biglietti. Li potete acquistare direttamente dal sito ufficiale, l'isola e il penitenziario possono essere visitati di giorno ed è previsto anche un tour di notte per chi volesse provare qualche brivido in più!
Noi abbiamo atteso troppo e nel momento in cui abbiamo deciso di acquistarli, per i giorni in cui eravamo a San Francisco era già tutto esaurito...peccato visita ad Alcatraz sfumata.



Ogni tanto ci voltiamo in dietro a guardare la città alle nostre spalle e ci sorprendiamo nel vedere quanto qui le strade siano ripide e come magicamente gli edifici si arrampichino al loro fianco.



Proseguiamo la nostra passeggiata, vogliamo raggiungere il Pier 39, altro molo molto famoso ricco di attrazioni.
Veniamo però rapiti dall'abilità di un signore che con tagli precisi e mosse ormai imparate a memoria, butta grossi granchi in pentoloni di acqua bollente, per poi ripescarli, e tagliarli con un grosso coltellaccio...pronti da gustare passeggiando.
Alcuni di noi ne prendono una porzione, io ne assaggio un pezzetto, la carne è gustosa e tenerissima e profuma di mare, i granchi dungeness da passeggio sono deliziosi...forse solo un po' difficile da mangiare camminando.



Questo comunque era solo uno spuntino, ormai sono passate le tredici, e nonostante l'abbondante colazione del mattino il nostro stomaco reclama del cibo.
Decidiamo di pranzare al Franciscan Restaurant, visto che le recensioni lette erano buone, infatti non ci pentiamo, il locale è veramente bello e luminoso, da ogni tavolo è possibile godere della vista della baia grazie alle immense vetrate. Il servizio è stato buono e veloce, cordiale il cameriere che ci ha accolti versandoci grossi bicchieri di acqua gelata e offrendoci cestini di pane con burro. Io ho preso la tanto desiderata bowl crab, ovvero la famosa zuppa di crostacei servita in una ciotola di pane, cremosa, gustosa e calda...quello che ci voleva. Gli altri hanno preso delle insalate, delle polpette di pesce speziate, e i bimbi hamburger. I prezzi sono medi, con l'aggiunta di una piccola mancia che negli Usa è a dir poco obbligatoria!



Rifoccilati, sazi e riposati usciamo dal ristorante e subito un vento freddo e pungente ci colpisce facendoci rimpiangere il calduccio provato a pranzo...ma dobbiamo andare avanti e proseguire con il nostro tour, percui tiriamo fuori dagli zaini maglioni e spolverini antivento, prestandoceli l'un l'altro in base alle varie esigenze e ripartiamo pieni di entusiasmo.

Arriviamo finalmente al Pier 39, famoso centro commerciale a ridosso del distretto di Fisherman's Wharf. Anche qui la folla è numerosa nonostante il freddo.
Prendiamo al volo un churro, tipico dolce spagnolo a base di pastella fritta e zuccherata, che ci viene servito in un lungo sacchetto e corriamo a vedere l'attrazione principale del Pier 39.
I leoni marini della California...pigramente sdraiati su grosse chiatte di legno galleggiante.
Sono tantissimi e tutti uno vicino all'altro, la maggior parte stanno riposando o dormendo, alcuni si alzano e guardano la gente sul pontile che li sta osservando, altri ancora piccoli giocano e fanno versi ridicoli. Vietatissimo dare da mangiare a questi bestioni, che già di per sè sono belli in carne e non sembrano affatto soffrire la fame.







Rivediamo ancora una volta l'isola di Alcatraz e ci ripetiamo quanto sia stato un peccato non aver potuto visitarla da vicino, ci consoliamo dicendoci che sarà motivo per ritornare una seconda volta.





Proseguiamo e arriviamo in quello che si può definire "il centro" del Pier 39, e anche qui è tutto un susseguirsi di negozi e negozietti in cui passare un po' di tempo alla ricerca del souvenir più particolare da portare a casa. Una grande e colorata giostra gira lentamente, carica di bambini e qualche genitore, una lieve musica di sottofondo, profumo di caramelle e nocciole tostate, un vociare continuo e il volo dei gabbiani in cielo che vengono ad osservare il tutto...sembra di essere al luna park.




Qui potete sbizzarirvi con lo shopping, noi abbiamo fatto scorta di magliette e maglioni, visto anche il freddo sofferto precedentemente, c'è anche uno dei tanti negozi della catena Hard Rock Cafe, per i collezionisti delle varie t-shirt.
Siamo un po' stanchi ma vogliamo arrivare fino a Lombard Strett, la ripida strada famosa per i suoi tornanti.
Camminiamo un bel po' prima di arrivare.


Il tratto più celebre è quello di Russian Hill, dove la carreggiata, in un unico senso di marcia ovviamente, ha ben otto ripidi tornanti. Qui il tratto di ben 400 metri è consentito solo in discesa e la pavimentazione è in mattoni rossi, in mezzo ci sono delle aiuole verdeggianti, ai lati due scalinate che permettono di raggiungere a piedi l'alto di questa ripida salita per godere al meglio la vista della città e della baia in lontananza.
Ci si accorge di essere arrivati nel posto giusto anche dal rumore delle forti frenate delle auto che tentano di scendere, i guidatori qui devono avere sempre il piede sul freno.





Ormai è tardo pomeriggio, il freddo è sempre più pungente e decidiamo di tornare lentamente verso il parcheggio, in lontananza scorgiamo la sagoma appuntita del Transamerica Pyramid Building, l'edificio più alto della città con ben 48 piani, pari a 260 metri d'altezza, vista da lontanta la forma piramidale del grattacielo è molto elegante e slanciata, lievemente avvolta dalla foschia. 






Prima di ritornare alla meta però facciamo tappa in un locale in perfetto stile happy days, in cui tutto rimanda agli anni cinquanta-sessanta, dove mangiamo un ottimo hot-dog e facciamo una partita a flipper!
Purtroppo non ho tenuto l'indirizzo.




Ripartiamo ancora una volta decisi a ritornare al parcheggio, ma da bravi turisti ci fermiamo a fare un po' di shopping al LEVI'S STORE in Union Square e al Westfield Center in Market Street dove si possono trovare anche gli store di A&F e molte altre marche, riparandosi dal freddo di San Francisco.
Usciamo che è ormai buio e con i nostri acquisti ci dirigiamo questa volta veramente al parcheggio. Tariffa totale per l'intero giorno 32,00 dollari.
Stanchi, infreddoliti  ma contenti per le tante cose viste in questa splendida città  ci dirigiamo verso l'hotel.
San Francisco ci è piaciuta, ci aspettavamo di trovare un clima un tantino più mite, e almeno un po' di sole durante la giornata, ma purtroppo la foschia ha coperte il cielo per l'intera giornata e il freddo con il passare delle ore si è fatto sentire non poco, quindi se avete in programma di passare da qui munitevi di maglioni e di giubbini impermeabili che vi riparino dal vento. Ad ogni modo la città, nonostante il clima, è molto affascinante, ricca di bellissimi scorci panoramici grazie alle altezze che si raggiungono scalando le ripide strade in salita, il mare cupo e agitato ha un fascino particolare e molto romantico, le vie poco trafficate danno l'idea di una città tranquilla e rilassata, si respira quasi un'aria europea tipica di alcune città del nord europa più che di una metropoli americana.
Domani ci attende un lungo viaggio fino a Sacramento.

Questo il nostro percorso della giornata.